PREMESSA
A partire da Windows 2000 Microsoft ha creato il servizio DNS Client (nome in codice dnscache): come si intuisce dal nome, il compito di questo signore è di mantenersi in cache le risoluzione DNS (sia quelle "positive" ovvero che hanno restituito un nome, sia quelle "negative" ovvero quando il server DNS ha risposto che il nome cercato è inesistente - se ovviamente il server in questione è autoritativo per il dominio richiesto!)

 

NOTA

Per evitare la cache del DNS è sufficiente fermare il servizio in oggetto, evitando i famosi ipconfig /flushdns .

La domanda però più interessante è: per quanto tempo questo simpatico si tiene in cache l'informazione? La risposta più logica sembrerebbe essere "per il tempo specificato nel TTL del record". E invece (tanto per cambiare) Windows usa un proprio schema: i valori del TTL vengono considerati solo se sono inferiori a quanto specificato nelle due chiavi di registro:

HKLM\System\CurrentControlSet\Services\DNSCache\Parameters\MaxCacheTtl
HKLM\System\CurrentControlSet\Services\DNSCache\Parameters\MaxNegativeCacheTtl

(entrambi dword). I valori predefiniti sono di 86400 secondi (ovvero 1 giorno) e di 900 secondi per i cache negativi.