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Il classico impiego delle schede ALIX lè quello delle “network appliances” dedicate alla gestione della rete (firewal, router, captive portal, PBX,ecc) e per questo motivo quasi tutte le distribuzioni provate e “supportate” dal produttore sono appunto dedicate a questi compiti.

Dovendo però realizzare un qualcosa di più complesso è necessario orientarsi verso distribuzioni “general purpose” come Debian e CentOS: tra le due la mia scelta è caduta sulla seconda (se non siete d'accordo non me ne puo' fregare di meno :-)):

  • YUM è , a mio modesto parere, più versatile e semplice di APT

  • I pacchetti di CentOS sono più aggiornati di quelli di Debian

  • Personalmente ho maggiore dimesticezza con RPM che non con DPKG


Una volta scelta la distribuzione è necessario trovare un modo per installarla; le strade possibili sono sostanzialmente tre, ricordando in ogni caso che in fase di setup sarà necessario passare al kernel l'opportuno parametro per redirezionare la console sulla seriale.:

  • Si collega un CDROM contenente la distribuzione voluta alla porta IDE e si fa il normale boot. Sebbene possa sembrare la scelta più ovvia e classica, questa soluzione non è proprio semplice dato che si devono trovare gli appositi adattatori per i connettori IDE “da notebook” (trad. non li avevo nel cassetto né avevo voglia di comprarli)

  • si fa fare alla ALIX un boot con PXE

  • Si fa l'installazione della CF su altra postazione. In questo caso la CF viene collegata (con un adattatore CF-IDE o CF-USB) ad una macchina “normale” sulla quale si procede all'installazione


In un primo momento avevo scommesso tutto sull'installazione tramite PXE che mi sembrava particolarmente elegante, didattica e velocemente ripetibile in caso di reinstallazione. Non sto a indicare i vari passaggi per l'installazione e configurazione del server (si rimanda a http://nixcraft.com/file-servers/14803-how-centos-5-pxe-linux-installation-server.html) ma soltanto il risultato dei vari tentativi fatti di installare varie distribuzioni via PXE:

  • CentOS5.5 → KO: non è possibile fare l'installazione perchè CentOS è compilata per i686 ed il processore AMD Geode non viene riconosciuto come i686 causa “bug” di CentOS. Il programma di installazione si ferma poco prima di iniziare a copiare i pacchetti lamentandosi appunto che non riesce a trovare gli RPM per quella versione di processore.

  • CentOS 4.8 → OK: si è installata tranquillamente via PXE

  • Fedora Core 14 → KO: stando ai manuali ufficiali, Fedora riconosce correttamente i Geode come degli i686 quindi l'installazione dovrebbe in teoria funzionare: perccato però che l'ultima versione di Anaconda (l'installer del mondo RedHat) non ce la faccia a girare con soli 256 MB di RAM. A nulla sono valsi i tentativi di “ingannare” Anaconda.
  • Debian 5.08 → OK: usando la netinstall, il download dei vari pacchetti non è avvenuto dal Boot Server ma direttamente dai mirror Internet (d'altra parte questa è proprio la natura della netinstall). Nessun problema in generale, a parte un tempo particolarmente lungo per l'installazione.

Viste le esperienze negative con l'installazione via PXE, ho dovuto ripiegare su una installazione “quasi classica” usando una macchina virtuale al posto della macchina fisica. A grandi linee, il metodo di installazione che ho usato prevede l'utilizzo di una macchina virtuale CentOS5 essa stessa per “trasferire” l'installazione sulla Compact Flash collegata via USB.

alix vm

 
La macchina virtuale utilizzata è una installazione base di CentOS (per intendersi, quella fatta con il solo CD1): la VM gira sotto VirtualBox e vede, tramite mapping delle porte USB, un lettore di CF sul quale verrà inserita la scheda da configurare. Per ulteriori informazioni sull'utilizzo di VirtualBox si rimanda al manuale del prodotto.

vbox usb

Come già detto, non tratterò la configurazione di VirtualBox e similari: mi limito però a sottolineare che, nel mio caso, ho dovuto pazientare non poco perchè la macchina virtuale non riusciva a "catturare" le porte USB. Anzi, dopo il primo comando, ogni volta che tentato successivamente di collegare la periferica, ottenevo in risposta un messaggio dove si diceva che il sistema era già impegnato in una simile operazione.
Per risolvere questo problema ho agito su due fronti:

  1. Ho installato l'ultimissima versione di VirtualBox (quella marchiata Oracle e non più SUN cry smile)
  2. Da "device manager" di Windos ho rimosso il device virtuale messo da VirtualBox per catturare le USB: tale device infatti presentava ancora i driver vecchi nonostante l'aggiornamento. Non appena però ho riprovato a collegare una USB su Virtualbox, il sistema ha caricato i driver corretti e tutto si è messo a funzionare alla perfezione.


Una volta collegata la periferica, la macchina virtuale si dovrebbe immediatamente accorgere del nuovo dispositivo:

detect CF reader

 

Detto questo, possiamo iniziare l'installazione