Sono ormai molti anni che tengo acceso un piccolo server casalingo, Linux Based, che si occupa di gestire tutte quelle piccole funzioni che reputo indispensabili in una rete, oltre a fornire un valido supporto laddove, come nel mio caso, il numero dei PC in casa è decisamente superiore a 1.

Anzi, per alcuni anni la mia sala macchine aveva a disposizione anche una ADSL con 8 Ip statici sui quali pubblicavo direttamente i miei siti ed il mio server di posta; sala macchine che, in passato, era arrivata ad avere ben 3 server, di cui uno UltraSparc con Solaris (forse un po' esagerata per una rete con all'epoca 2 utenti!).

L'avere dei server in casa ti da effettivamente una marcia in più per una serie di funzioni, senza considerare l'aspetto "didattico", ma presenta anche alcuni aspetti negativi quali:

  • Consumo elettrico
  • Necessità di lasciare il tutto sempre acceso, anche quando vai in ferie o ti allontani per qualche giorno
  • Costi di manutenzione

 

Dato che la tecnologia ha messo a disposizione i server virtuali ad un costo accettabile anche per un privato, ho recentemente deciso di spostare tutte le funzioni “pubbliche” su un VM esterno e di lasciare il minimo indispensabile sulla macchina di casa; inoltre, per ridurre il consumo elettrico, ho deciso di adottare una scheda ALIX al posto di un normale PC (circa 60 W di un PC contro i 15 o meno di una ALIX).

L'infrastruttura che ho messo in piedi è raffigurata nel diagramma sottostante

Schema Alix

Le schede ALIX sono sostanzialmente dei mini PC, le cui caratteristiche variano a seconda del modello (maggiori informazioni le trovate in rete); mediamente però al loro interno si può trovare:

  • AMD Geode da 500 Mhz
  • 256 MB di RAM
  • Uno o due slot miniPCI
  • Un alloggiamento per Compact Flash.
  • Un connettore IDE “da portatili”
  • Una o più schede di rete (nel mio caso 2)
  • 2 o più porte USB (2 sono accessibili dall'esterno mentre altre non hanno il connettore “saldato” ma sono disponibili sulla scheda)
  • Una porta seriale

 

Rispetto ad un normale computer si nota l'assenza di due componenti:

  • Scheda video e connettori PS2 per tastiera e mouse: dato che molti modelli non hanno la scheda video, la “console” viene gestita tramite seriale, come se si stesse lavorando su un router

  • Hard Disk: nonostante sia disponibile un connettore IDE al quale collegare un disco da notebook, le ALIX usano normalmente la compact flash per memorizzare il sistema operativo. La CF viene vista direttamente come HD IDE dal sistema operativo


Ora, l'avere una CF come disco ha il duplice pregio di minimizzare i consumi e aumentare le performance del sistema. Purtroppo per noi le CF non sono eterne ed al contrario hanno un numero massimo di scritture per blocco: questo significa che la CF potrà essere usata solo per il sistema operativo, mentre eventuali dati dovranno ragionevolmente stare su dischi esterni, appunto collegati via USB.

Gli articoli che seguono vogliono essere una guida all'installazione e configurazione di un S.O. Linux CentOS su questi devices. In rete si trovano le immagini già pronte senza però molte spiegazioni sul perchè e sul percome: l'approccio seguito nel mio caso è stato quello di procedere da zero, andando ad analizzare nel dettaglio i vari problemi che si sono presentati e che mi hanno fatto capire una serie di aspetti che fino ad ora avevo ignorato.

Nel dettaglio, affronteremo i seguenti punti:

  1. CentOS 5.5 & Alix - distribuzione e metodo di installazione
  2. CentOS 5.5 & ALIX - Preparazione e installazione O.S.
  3. CentOS 5.5 & ALIX - Configurazione di base
  4. CentOS 5.5 & ALIX - Configurazione finale 

 

Una piccola nota prima di cominciare: questa guida non è indicata per chi è alle prime armi con Linux: non che sia necessaria una enorme esperienza, ma almeno i concetti di base devono essere noti onde evitare di fare casini...

Iniziamo con la prima parte